CFA-CFP Odradek: “Denkbilder: The «Thought-Image» in 20th century German Short Prose”

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CALL FOR PAPER 

Here the following version, below that in Italian

Denkbilder: The «Thought-Image» in 20th century German Short Prose

Editors: Raul Calzoni and Francesco Rossi

 

The term ‘Denkbild’, in English translated with ‘Thought-image’, is already documented in 18th century German Literature, i.e. in Winckelmann’s and Herder’s works. In the Modern age its meaning becomes broader than the original one, namely ‘emblem’. Indeed, it can routinely be employed to mean an image of thought, the literary and conceptually elaborated representation of a visual element. Hence, it fluctuates between different senses such as that of subjective reproduction, idea, or ideal.

As Gerhard Richter has pointed out in his Thought-Images. Frankfurt School Writers’ reflections from Damaged Life, the use of the term ‘Denkbild’ in 20th century philosophy has to be taken as a case of ‘paleonomy’, namely the “maintenance of an old name in order to launch a new concept”.

In the narrower context of Literary Studies, ‘Denkbild’ means a specific form of short prose.

Th. W. Adorno ushered in the reflection on Denkbild as literary genre, by describing Walter Benjamin’s Einbahnstraße (One Way-Street) as a “collection of Denkbilder”. Adorno takes Thought-Images to be rather “scribbled picture-puzzles, parabolic evocations of something that cannot be said in words” (“Es sind eher gekritzelte Vexierbilder als gleichnishafte Beschwörungen des in Worten Unsagbaren”). They establish “a kind of intellectual short-circuiting (eine Art von intellektuellem Kurzschluß”), which does not hold back conceptual thinking, but shocks through its enigmatic form and by that get thought moving (Th. W. Adorno, Benjamin’s One Way-Street in: Notes to Literature, vol. 2, New York 1992). In light of this, Adorno includes among image-thoughts several different texts such as description of cities, report of dreams, montage and aphorisms. All these texts share the feature of brevity and the figurative element fosters the reflection.

The history of Denkbild still has to be drawn. In fact, such a genre does not only belong to Benjamin and to some thinkers closer to him such as Ernst Bloch, Siegfried Kracauer and Adorno himself (thinks of Minima Moralia). Many other writers employ it frequently such as Stefan George, Paul Sheerbart, Robert Walser and Franz Kafka. It was a long-lasting phenomenon; circulation and genealogy of which should be investigated deeply, by taking in count groups and individuals, cultural and editorial contexts and all aspect pertaining to the literary field. This will be the first goal of this volume. The second will be the textual analysis of Thought-Image’s structure. It is necessary a close reading of several texts. Further contribution could be given by comparing Thought-Images with other genres sharing with it similar structure or historical relations. For instance, thinks of the short story (in German Kalendergeschichte, then Kurzgeschichte), aphorism, prose poem (Prosagedicht) and the journalistic constellation of the feuilleton.

Accepted papers are expected to be published in a monographic issue of the online Journal “Odradek” (open access and ISSN 2465-1060) edited by Raul Calzoni and Francesco Rossi

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/

The topic of the proposals might include, but need not to be restricted to:

  1. Analysis of one or more Denkbilder, by placing them in the conceptual framework of Modernism and German Literature of the interwar period.
  2. History and Genealogy of Denkbild from Baroque Theory of Emblem/Symbol to 19th German Literature.
  3. Meaning and role of Denkbild in After Second World War German Literature
  4. Genres and modes of writing close to Denkbild: prose poem, short story, parable, aphorism).
  5. Aspects, functions and role of Denkbild in the literary field
  6. Aesthetical and theoretical reflection on Denkbild.

 

An abstract of 250-300 words must be sent by 31 January 2016 to editors email addresses: Raul Calzoni (raul.calzoni@unibg.it ) and Francesco Rossi (francesco.rossi@unipi.it).

Notification of acceptance will be sent by 1 March 2016.

Full papers of accepted abstracts cannot be longer than 40 000 characters (footnote and references included). They should be submitted by 31 August 2016 and prepared for blind peer review.

The full paper must be submitted online via OJS – Open Journal System:

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/index

Authors can find submission guidelines at the following link:

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/about/submissions#onlineSubmissions

All papers will be reviewed according to our peer review process policy:

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/about/editorialPolicies#peerReviewProcess

Languages: English, French, German, Italian

 

CALL

Denkbilder. L’«immagine di pensiero» nella prosa breve tedesca del Novecento

Curatori: Raul Calzoni e Francesco Rossi

Il termine ‘Denkbild’, in italiano ‘immagine di pensiero’, attestato in tedesco già nel Settecento ad es. in Winckelmann e Herder, assume nell’età del moderno un significato più esteso rispetto al significato originario di ‘emblema’. Può indicare sia l’immagine pensata, sia la rappresentazione letteraria e concettualmente elaborata di un dato visivo, oscillando tra accezioni diverse quali rappresentazione soggettiva, idea o ideale. L’utilizzo di questo termine nell’ambito filosofico-letterario novecentesco è dunque un caso di “paleonomia”, come ha osservato Gerhard Richter nel volume Thought-Images. Frankfurt School Writers’ reflections from Damaged Life del 2007, cioè del “mantenimento di un vecchio nome per lanciare un nuovo concetto”.

Nell’ambito più ristretto degli studi letterari si parla di ‘Denkbild’ in rapporto a una particolare forma di prosa breve. È Th. W. Adorno a inaugurare la riflessione sul ‘Denkbild’ in ambito letterario, quando in una sua recensione definisce Einbahnstraße (Strada a senso unico) di Walter Benjamin una “raccolta di immagini di pensiero” (“Sammlung von Denkbildern”). Si tratterebbe, per Adorno “piuttosto [di] immagini ambigue scarabocchiate che [di] evocazioni paraboliche di qualcosa che non può essere detto a parole” (“Es sind eher gekritzelte Vexierbilder als gleichnishafte Beschwörungen des in Worten Unsagbaren”), in una “sorta di cortocircuito intellettuale” (“eine Art von intellektuellem Kurzschluß”) che di per sé non offre argini al pensiero concettuale, ma colpisce con la sua forma enigmatica e con ciò mette in moto il pensiero (Th. W. Adorno, Benjamins “Einbahnstraße”, in: Noten zur Literatur [ = Gesammelte Schriften 1.1, Frankfurt 1974). Sulla scia di queste parole, Adorno sussume sotto il concetto di ‘Denkbild’ una serie di testi molto diversi tra loro come descrizioni di città, resoconti di sogni, montage e aforismi, accomunati dalla brevità e dall’alto tasso di riflessività che in essi assume la componente figurativa.

La storia del Denkbild è ancora tutta da tracciare. Infatti, questo genere di scrittura non viene praticato soltanto da Benjmain e dal gruppo di intellettuali a lui vicini come Ernst Bloch, Siegfried Kracauer e dallo stesso Adorno (si pensi ai Minima Moralia), ma da numerosi altri scrittori, tra cui Stefan George, Paul Scheerbart, Robert Walser e Franz Kafka. Si tratta di un fenomeno di lunga durata, la cui effettiva estensione e la cui genealogia andrebbero investigate in senso diacronico, in un’ottica che tenga conto di singoli gruppi e individualità, del contesto culturale ed editoriale, delle dinamiche legate al campo letterario. Questo è il primo scopo del volume monografico in preparazione. Il secondo concerne più da vicino l’analisi testuale, perché nemmeno la struttura del ‘Denkbild’ può dirsi sinora del tutto chiarita. Troppi sono ancora i testi di cui mancano letture ravvicinate. Ulteriore chiarimento può inoltre portare il confronto con generi contigui o comunque collegabili al ‘Denkbild’ per motivi legati alla sua evoluzione storica come la short story (ted. Kalendergeschichte, poi Kurzgeschichte), l’aforsima, il poema in prosa (Prosagedicht) e la costellazione giornalistica del feuilleton.

La pubblicazione dei contributi è prevista in un numero monografico, a cura di Raul Calzoni e Francesco Rossi, della rivista online “Odradek” (open access e ISSN 2465-1060):

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/

Gli articoli proposti possono confrontarsi con i seguenti temi, senza doversi limitare agli stessi:

  1. Analisi di uno o più Denkbilder e loro contestualizzazione nella letteratura della Moderne e del dopoguerra in lingua tedesca.
  2. Storia e Genealogia del Denkbild nella letteratura precedente alla Moderne dall’emblematica barocca fino all’Ottocento.
  3. Il significato e il ruolo del Denkbild nella letteratura in lingua tedesca successiva alla seconda guerra mondiale.
  4. Generi e modi della scrittura contigui al Denkbild (poema in prosa, short story, parabola, aforisma) nel contesto di una riflessione teorica sulle “immagini di pensiero”.
  5. Aspetti, funzioni e ruolo del Denkbild nel contesto editoriale e nel campo letterario.
  6. Riflessione estetica e teorica sul Denkbild.

Gli abstracts di 250-300 parole dovranno essere inviati entro il 31 gennaio 2016 ai curatori Raul Calzoni (raul.calzoni@unibg.it) e Francesco Rossi (francesco.rossi@unipi.it).

Entro il 1 marzo 2016 i curatori selezioneranno i contributi pubblicabili sulla base degli abstracts pervenuti.

I contributi, che non dovranno superare le 40 mila battute (incluse note e riferimenti) e saranno sottoposti a peer review, dovranno pervenire entro il 31 agosto 2016.

I contributi saranno consegnati online via OJS – Open Journal System:

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/index

Le linee guida per la consegna si trovano al link seguente:

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/about/submissions#onlineSubmissions

Tutti i contributi saranno esaminati e recensiti secondo le nostre procedure

http://zetesis.cfs.unipi.it/Rivista/index.php/odradek/about/editorialPolicies#peerReviewProcess

Lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Italiano

 

 

Lezione Prof. Costazza su Grottesco, satire e paradosso in Hilsenrath

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015, ORE 9.00

Aula Magna di Palazzo Boileau (Via Santa Maria, 85)

Alessandro Costazza (Università degli Studi di Milano)

terrà una lezione su:

Grottesco, satira e paradosso in ‘Der Nazi & der Friseur’ di Edgar Hilsenrath

Abstract

Il romanzo di Edgard Hilsenrath Der Nazi & der Friseur (Il nazista e il barbiere) incontrò significativamente grandi difficoltà ad essere pubblicato in Germania, perché si disse che non si poteva scrivere in quel modo dell’Olocausto. Solo dopo il successo ottenuto dalle traduzioni in inglese, francese e italiano, esso trovò anche un editore tedesco. Questo romanzo fu infatti la prima opera letteraria tedesca a trattare in maniera satirica ed ironica un tema così tragico come la persecuzione e lo sterminio degli ebrei. Esso infranse inoltre un altro tabu, rappresentando per la prima volta tale sterminio dal punto di vista di un carnefice nazista. L’elemento forse più disturbante del romanzo consiste tuttavia nel fatto che tale carnefice, che non rinnega mai i suoi crimini orrendi, appare al lettore, nella sua “banalità” e per il suo carattere picaresco, addirittura simpatico. La lezione sul romanzo di Hilsenrath cercherà di mostrare almeno alcuni degli stratagemmi retorici impiegati dall’autore, come ad esempio l’iperbole, il grottesco, la satira, l’ironia, la parodia, il gioco di parole ecc., per raggiungere questo risultato. Anche se non sarà facile fornire una risposta definitiva, ci si chiederà in conclusione quale possa essere il significato ultimo di tale danza sull’abisso.

Sull’autore

Edgar Hilsenrath nasce a Lipsia nel 1926. Di famiglia ebrea proveniente dalla Bukovina, nel 1941 è deportato nel ghetto di Mohyliv-Podilskyi (Ucraina) insieme alla madre e al fratello. Nel 1944, sopravvissuto al ghetto, emigra in Palestina, dove rimane fino al 1947, per poi recarsi in Francia e nel 1951 in America. Nel 1975 lascia New York e torna definitivamente in Germania, dove vive tuttora. Alcuni dei suoi romanzi sono dedicati alla vita nel ghetto, al Nazionalsocialismo, al movimento sionista e alla costruzione dello stato d’Israele, allo sterminio degli Armeni. La sua scrittura, pur toccando temi drammatici, si caratterizza per una forte vena satirico-grottesca che ne ha reso in parte problematica la ricezione. In Italia sono stati tradotti i seguenti romanzi: Il nazista e il barbiere (1973; 2006), La fiaba dell’ultimo pensiero (2006), Jossel Wassermann torna a casa(1995; 2011) e Bronsky ricorda (2010).

Sul relatore

Alessandro Costazza è Professore Ordinario di Letteratura Tedesca presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi interessi di ricerca vertono sul rapporto tra filosofia e letteratura, sull’estetica del XVIII secolo, sul tema dell’identità, sulla letteratura del Sudtirolo e su teoria della traduzione. Negli ultimi anni si è occupato anche di letteratura contemporanea, con particolare riferimento ad autori di origine ebrea, e delle rappresentazioni letterarie della Shoah. A Edgar Hilsenrath ha dedicato i saggi “Le storie che vanno a riempire le ‘lacune dei libri di storia turchi’. Il genocidio degli armeni nei romanzi di Franz Werfel e di Edgar Hilsenrath” (2011) e “Chi è l’Altro? Identità e alterità nei romanzi di Edgar Hilsenrath”. Nel 2005 ha curato inoltre il volume miscellaneo Rappresentare la Shoah (Quaderni di Acme 75), per il quale ha scritto, oltre a un saggio su Robert Schindler, l’importante introduzione critica “La Shoah: Memoria e Rappresentazione”.

Per ulteriori informazioni: serena.grazzini@unipi.it

Presentazione a Padova del libro di A. Ferrarin “The Powers of Pure Reason”

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Nel contesto del Seminario su “Temi e problemi della filosofia hegeliana”

(Corso del dottorato di ricerca in Filosofia di Padova) 

Nuovo documento 7_1 (1)e con l’organizzazione di hegelpd

Lunedì 30 novembre 2015, ore 10

in Aula Diano (Palazzo Liviano), Padova

Si terrà un discussione sul libro:

THE POWERS OF PURE REASON:

KANT AND THE IDEA OF COSMIC PHILOSOPHY

(The University of Chicago Press, 2015)

di ALFREDO FERRARIN

Interverranno:

Prof. Luca Illetterati (Università di Padova)

Dott.ssa Barbara Santini (Università di Padova)

Dott. Guglielmo Califano (Università di Pisa/Firenze – Zetesis)

Dott.ssa Giovanna Luciano (Western Sydney University/Università di Padova)

Dott. Armando Manchisi (Università di Padova)

Sarà presente l’autore. 

Per informazioni: lucianogianna@gmail.com, luca.illetterati@unipd.it

 

Seminario interdisciplinare – oltre i confini: dialoghi e conflitti tra le discipline

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Nell’ambito del progetto di ricerca (PRA 2015) Fenomenologia e storia delle emozioni dell’Università di Pisa, il 3 dicembre 2015 alle ore 15:00 presso l’Aula Magna di Palazzo Matteucci (piazza Torricelli, primo piano) si terrà il seminario interdisciplinare

Oltre i confini: dialoghi e conflitti tra le discipline

OiC_3dicembre

 

Introdurrà il prof. Mauro Tulli Direttore del Dipartimento di Filologia, Letterature e Linguistica

Dopo l’intervento del prof. Douglas L. Cairms (University of Edinburgh) Mind, metaphor, and Emotion in Euripides (Hippolytus) and Seneca (Phaedra), ne discuteranno le prof.sse Alessandra Fussi e Maria Michela Sassi del Dipartimento di Cviltà e Forme del Sapere.

 

Per informazioni alessandra.fussi@unipi.it