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Tag Archives: Danilo Manca

Primo incontro Seminario di studi Hegeliani

22 Friday Jan 2016

Posted by Danilo Manca in incontri, suggerimenti eventi

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Danilo Manca, dialettica, Guido Frilli, hegel, Quarrel between the Ancients and the Moderns, ragione

Lunedì 25 gennaio, alle ore 15,30 presso Aula 1 al I piano di Palazzo Ricci avrà luogo il primo incontro del Seminario di Studi Hegeliani, in preparazione del convegno su “La dialettica e i fini della ragione”, che si terrà a Pisa tra 8 e 10 giugno 2016.

Intervengono:

Guido Frilli, La naturalità della ragione in Hegel

Danilo Manca, Hegel e la disputa tra Antichi e Moderni

 

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Estetica della Finzione nel Novecento

20 Friday Nov 2015

Posted by Stella Ammaturo in incontri, seminari

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Danilo Manca, estetica, Fabio Fossa, filosofia, finzione, Gide, I falsari, Il fiore blu, immaginazione, laboratorio filosofie e forme della letteratura, Marta Vero, Novalis, Queneau, ragione, realtà, seminario, Valéry

Martedì 24 novembre 2015 alle ore 14:30 presso l’Aula Seminari del primo piano
di Palazzo Matteucci si terrà il seminario:

Estetica della finzione nel Novecento

 

Finzione-900

Interverranno:

Fabio Fossa, Il taglio di sbieco. Su realtà, finzione e invenzione ne “I falsari di Gide”
Marta Vero, “Il fiore blu” : realtà e finzione in Novalis e Queneau
Danilo Manca, Le giocolerie della ragione. Valéry sul ruolo della finzione in filosofia

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Ricordando Massimo Barale – III parte

27 Sunday Sep 2015

Posted by Danilo Manca in Senza categoria

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Carla Sala, Danilo Manca, Federico Orsini, Massimo Barale

Tre giorni fa purtroppo è venuto a mancare Massimo BARALE, docente emerito di Filosofia Teoretica presso l’Università di Pisa. In qualche modo il Prof. Barale ha ispirato la nascita del nostro gruppo di ricerca, sin da quando nell’a.a. 2010/2011 accolse all’interno del proprio corso il seminario di lettura hegeliane nato un anno prima per iniziativa di una manciata di studenti. In quel contesto sono nate molte amicizie, anche qualche amore, che poi hanno formato l’ossatura del nostro gruppo di ricerca.

Vogliamo rendergli omaggio raccogliendo su questo sito i ricordi di coloro che sono stati suoi studenti. Chiunque voglia può inviare il suo personale ricordo all’indirizzo email zetesis@unipi.it.

Di seguito i ricordi di Danilo Manca, Federico Orsini e Carla Sala:

Il ricordo di Danilo Manca

Sono stato uno degli ultimi allievi di Massimo Barale. Formalmente lui è stato il correlatore della mia tesi specialistica. Di fatto per me è stato come un nonno. Dico nonno e non padre per delle ragioni specifiche: i padri ti fanno crescere, t’insegnano cos’è la vita, a volte prendendoti per mano, altre volte mettendoti in discussione; i nonni, invece, spesso ti coccolano, e Massimo Barale mi ha coccolato tanto: ha dato tanta fiducia a un progetto che io desideravo intraprendere con tutto il cuore e tutta la mente, ma in cui temevo di imbarcarmi. Lui, prima di chiunque altro, mi ha spronato a tentare quel confronto tra Hegel e Husserl che tutt’oggi aspetta ancora di essere realizzato adeguatamente. In alcuni casi, i nonni ti ammoniscono, ti segnalano le insidie, e lui ha fatto anche questo: Massimo Barale mi ha iniziato al mondo accademico, mi ha fatto vedere limiti e potenzialità. Voglio ricordare tre date che mi legano a lui.

La prima è il 29 settembre 2009, giorno della discussione della mia tesi di laurea triennale su “Husserl e l’a priori della storia”. Con Massimo Barale avevo iniziato a studiare Husserl un anno e mezzo prima, quando avevo seguito il suo corso su Crisi delle scienze europee. Poi avevo scelto come relatore il Prof. Ferrarin, e con Barale non avevo più avuto contatti. Appena seppi che sarebbe stato il presidente della mia commissione di laurea, un po’ temevo il suo giudizio. Mentre parlavo, Massimo Barale sembrava ascoltarmi compiaciuto, occhiali bassi, sguardo in alto, sorriso disegnato sul volto. Quando tutto finì, mio padre si avvicinò a lui per salutarlo: “Professore, lei mi ricorda Danilo Dolci!”, e lui: “eh, ho avuto anche delle frequentazioni con lui in passato”. Io stavo morendo d’imbarazzo. Ma Danilo Dolci è il poeta per cui ho questo nome. Io sono un’eccezione nel mio Sud. Non ho il nome di mio nonno, ma forse mio padre dando quel nome a Massimo Barale mi aveva presentato mio nonno. Andai a ricevimento da lui tempo dopo, gli chiesi se si ricordava di me, e lui mi rispose: “Quel pizzetto non si può dimenticare”, alludendo a una certa somiglianza con il pizzetto di Husserl. Da quel giorno abbiamo iniziato a parlare di Husserl, Kant, Hegel, Sartre e Heidegger.

L’altra data è il 21 settembre 2012, giorno della discussione della mia tesi di laurea specialistica. Circa un’ora prima della discussione Massimo Barale mi chiamò al cellulare, disse che stava andando a comprare il latte, ma nel frattempo voleva “accennarmi” quello che avrebbe detto in sede di laurea. Mi tenne al telefono per 15 minuti. E poi ricordo i fogli svolazzanti, scritti con penne di diversi colori, che cacciava dall’invisibile cilindro del suo acume filosofico e che leggeva come commento al mio lavoro.

L’ultima data è il 21 luglio 2015. Non lo chiamavo al cellulare da tempo, ma volevo contattarlo per regalargli il volume su “Hegel e la fenomenologia trascendentale”, curato con Elisa Magrì e Alfredo Ferrarin. Lo volevo rendere partecipe del raggiungimento della prima tappa di quel percorso filosofico verso cui mi aveva spronato. Avevo deciso di portare sempre con me una copia del libro sperando di incontrarlo per caso in dipartimento. Quel giorno assistevo agli esami Leonardo Amoroso, avevamo appena finito, andavamo via, vidi la porta socchiusa dello studio di Massimo Barale, bussai ed entrai. Era al telefono. “Vorrei darle questo”. Lesse il titolo, mi fece un occhiolino, sporse le labbra in segno d’approvazione, e mi fece segno che ci saremmo sentiti in futuro, un futuro che non sarebbe mai più arrivato.

RIGOR THEORIAE di Federico Orsini

Caro professor Barale, voglio ricordarti così, per quel tuo stile schietto e spigliato, mirabile sintesi tra la prosa del Carducci che racconta la sua improbabile estate a San Miniato e il Kant più ostico della Ragion Pura, per quel rosso paonazzo che podeva dire tanto del tuo fervore transumano nell’insegnamento quanto della tua dedicazione ai trionfi di Bacco, voglio onorarti come se il tuo epitaffio fosse il miglior ricordo che avresti di te stesso se potessi leggerlo nel giorno del tuo funerale (sempre che le ‘condizioni’, verbigrazia, di un funerale che ‘umano in generale possa dirsi’ lo permettano):

“Se qualcuno dubitasse della capacità della macchina umana di implementare un tale progetto (scil. la ragione) a cui la rimandano e la vincolano tratti distintivi dell’ente ad essa affidato, quali la sua vocazione discorsiva e l’implicita vocazione alla ragionevolezza, che in nessun momento coincidono con la capacità di calcolo che pure promuovono e che sembrano piuttosto solidali con la costituzione intenzionale di enti che si mettono continuamente e interamente in gioco e per i quali nulla può essere, venire alla luce, prendere forma, se non in quelle forme nelle quali diventa qualcosa di percettibile e pensabile da parte loro, ovvero, da parte di soggetti che in quelle stesse forme si percepiscono e si pensano e per ciascuno dei quali, dunque, le forme in cui qualcosa è sono in primo luogo, originariamente e insuperabilmente, le forme in cui egli stesso è, le forme del suo soggettivo esprimersi e costituirsi – se qualcuno, dicevo, dubitasse che l’irriducibile costituzione progettuale e intenzionale che distingue la maniera d’essere di enti sotto questo profilo diversi, ontologicamente diversi da tutti gli altri, trovi spazio nella macchina a cui la natura li ha affidati (in una macchina che proprio in ragione di quella loro costituzione progettuale e intenzionale sembra essersi evoluta e sviluppata) – chi di ciò dubitasse è invitato a leggersi o rileggersi i casi raccolti in un libro fortunato intitolato Descartes Error. Emotion, Reason and the Human Brain.” (Massimo Barale)

Il ricordo di Carla Sala

Frugando nei ricordi che mi legano al professor Barale, al momento della notizia della sua scomparsa, in particolare, un episodio mi ha riportato alla memoria l’ethos prettamente improntato alla dianoia di quest’uomo timido, di questo pensatore solitario.
Durante il primo corso che seguii con lui, ebbi l’esigenza di assentarmi per un paio di lezioni, quelle che dovevano concludere il suo corso sulla funzione legislativa dell’intelletto nella prima Critica kantiana. Gli chiesi allora se poteva darmi in anticipo gli appunti che dovevano condurre a conclusione il suo ragionamento. La sua risposta fu: “Signorina, io non scrivo in anticipo le mie lezioni, la mattina mi alzo alle 05:00, mi raccolgo in pensiero e scrivo ciò che vi proporrò, in lingua tedesca. Quindi è, per me, impossibile accontentarla”.
Questo è ciò che ricordo, la mia personale rielaborazione, ma la sostanza di questa, seppur, personale interpretazione è che, il professor Barale, uomo dall’apperenza schiva, si lasciava trasportare dall’intuizione intellettuale, dedicava le prime ore del mattino al vaglio dei propri ragionamenti che, inesorabilmente, delineavano la statura di un uomo di pensiero che portava alla luce accezioni adombrate dei sistemi dei più importanti filosofi occidentali.

 

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The Wisdom of the Ancients 5

25 Thursday Jun 2015

Posted by Danilo Manca in convegni

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Danilo Manca, David Janssens, Entstehung der Algebra, Greek Mathematical Thought, Griechische Logistik, hegel, Iacopo Chiaravalli, Jacob Klein, Jakob Klein, Leo Strauss, Origin of Algebra, Phenomenology, philosophy of the history of philosophy, Quarrel between the Ancients and the Moderns, rizomata panton, Roots, theory of history, Theory of the Modernity

Domani, venerdì 26 giugno, si concluderà il secondo convegno del giugno filosofico di Zetesis con una sessione dedicata al rapporto tra due vecchi amici: Leo Strauss e Jakob Klein.

Il primo a intervenire sarà Iacopo Chiaravalli, allievo della Scuola Normale di Pisa, con un intervento dal titolo “The Repetition of Antiquity at the Peak of Modernity as a Phenomenological Problem”. 

Seguirà un contributo del Prof. David Janssens, docente all’Università di Tilburg, autore della monografia Between Athens and Jerusalem. Philosophy, Prophecy and Politics in Strauss’s Early Writings, co-editore del volume Leo Strauss: a quoi sert la philosophie politique? Janssens ha scritto anche numerosi sul rapporto tra filosofia e poesia, e tra filosofia e legge. In questa occasione parlerà del carteggio tra Strauss e Klein, titolo del suo intervento è “Back to the Roots. The Correspondence between Leo Strauss and Jacob Klein“.

A concludere il convegno sarà l’intervento del coordinatore di Zetesis, Danilo Manca, dottorando all’Università di Pisa, con un progetto di ricerca su Husserl e Hegel, tema su cui è appena uscito per ETS il libro “Hegel e la fenomenologia trascendentale” di cui Danilo Manca è curatore con Elisa Magrì e Alfredo Ferrarin. Il suo intervento è intitolato: “Philosophy and its History. Strauss and Klein on the Quarrel between the Ancients and the Moderns“.

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Conference: The Wisdom of the Ancients

20 Saturday Jun 2015

Posted by Danilo Manca in convegni

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Alessandra Fussi, Alfredo Ferrarin, Ancient Philosophy, Andrew Benjamin, Anna Romani, Antiquity, Antropology, Aristofane, Aristophanes, Aristotele, Aristotle, Bruno Centrone, Carlo Altini, Conception of Nature, Danilo Manca, David Janssens, Eduardo Zazo, Eidos und Eidolon, Elad Lapidot, Emidio Spinelli, Ernst Cassirer, esotericism, esoterismo, Fabio Fossa, Ferdinand Deanini, Gnosis, hannah arendt, Hans Jonas, Hermeneutics, historicism, Iacopo Chiaravalli, Jacob Klein, Jakob Klein, Jewish Studies, Jews, Kabbalah, Kuzari, Löwith, Leo Strauss, Luca Timponelli, Marco Menon, modern science, Modernity, Nietzsche, paideia, Phenomenology, Philipp von Wussow, Philosophy of History, Philosophy of Science, Plato, Plato's Republic, platone, Political Philosophy, Progress, questione teologico-politica, Raimondo Cubeddu, Roberto Franzini Tibaldeo, Roots, Scholem, Seinsgeschichte, skepticism, socrate, Socrates, The Quarrel between Athens and Jerusalem, Theological-Political Issue, Theory of the History of Philosophy, zetetic philosophy

INTERNATIONAL CONFERENCE

THE WISDOM OF THE ANCIENTS.

THE GERMAN-JEWISH REVALUATION OF ANCIENT PHILOSOPHY

download programme

June 24, 2015  

Aula Savi Orto Botanico (via Porta Buozzi, 3)

9:30: Welcome Address

10-13 1st Session:

Chair: Prof. Raimondo Cubeddu

 Strauss and the Problem of Retrieving Classical Thought

Prof. Philipp von Wussow (Goethe Universität Frankfurt am Main), Leo Strauss’s Methodology of Returning to the Ancients

Ferdinand Deanini (LMU München), The Law and the Philosopher. On Leo Strauss’s Essay “The Law of Reason in the Kuzari” 

Marco Menon (Università Ca’ Foscari Venezia), A Lesson in Politics. Some Remarks on Strauss’s Socrates and Aristophanes

14:30-18:30 2nd Session:

Chair: Prof. Bruno Centrone

 Jonas and the Ancients

Elad Lapidot (Freie Universität Berlin), Counter-histories: Gnosis, Seinsgeschichte – and the Jews

Roberto Franzini Tibaldeo (Università di Torino), The Ancient Roots and Relevance of Hans Jonas’ Idea of Responsibility

Fabio Fossa (Università di Pisa e Firenze – Zetesis), Ancient Wisdom and the Modern Temper. On the Role of Greek and Jewish Tradition in Hans Jonas’s Anthropology

Prof. Emidio Spinelli (Università La Sapienza di Roma), Hans Jonas and the ‘Multi-disciplinary’ Platonic Model of Paideia

June 25, 2015

9.30 – 13.00 3rd Session:

Aula Savi Orto Botanico (via Porta Buozzi, 3)

Chair: Prof. Emidio Spinelli

Cassirer, Strauss and Arendt on Plato

Prof. Andrew Benjamin (Monash University, Melbourne), Another Plato? Cassirer’s “Eidos und Eidolon”

Prof. Alessandra Fussi (Università di Pisa – Zetesis), Philosophy as a Form of Skepticism. Leo Strauss on Plato’s Republic

Luca Timponelli (Scuola Normale Superiore, Pisa), Plato, Arendt and the Condition of Politics

15.00 – 18.30 4th Session:

Aula Magna Palazzo Boileau (via S. Maria, 85)

Chair: Prof. Maurizio Alfonso Iacono

Strauss, Scholem and Löwith

Prof. Carlo Altini (Fondazione San Carlo, Modena), Strauss and Scholem: Kabbalah versus Philosophy.

Anna Romani (Università di Pisa e Firenze – Zetesis), Progress as Problem: Strauss and Löwith in Dialogue between Antiquity and Modernity

Eduardo Zazo (Universidad Autonoma de Madrid), Löwith’s Nietzschean Return to the Ancient Conception of Nature

June 26, 2015

Aula Savi Orto Botanico (via Porta Buozzi, 3)

9.30-13.30 5th Session:

Chair: Prof. Alfredo Ferrarin

Strauss and Klein

Iacopo Chiaravalli (Scuola Normale Superiore, Pisa), The Repetition of Antiquity at the Peak of Modernity as a Phenomenological Problem

Prof. David Janssens (Tilburg University), Back to the Roots. The Correspondence between Leo Strauss and Jacob Klein. 

Danilo Manca (Università di Pisa – Zetesis), Philosophy and its History. Klein and Strauss on the Quarrel between the Ancients and the Moderns

 Conclusion

 

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